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QUANTE STORIE!

„L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”, recita l’art. 1 della Costituzione.

A che tipo di lavoro pensavano i costituenti quando scrissero questo testo? Pensavano sicuramente a chi portava il pane a casa, oggi diremmo che avevano in mente il modello del “male breadwinner”.

Ma il lavoro riproduttivo – ovvero la cura e il mantenimento dei lavoratori di oggi e di domani, senza il quale nessun altro lavoro sarebbe possibile – non viene mai nominato.

Appare solo nell’art. 37 in cui viene definito “lavoro famigliare” ed il suo carico attribuito in toto alla donna, il cui ruolo viene definito „essenziale“. Inutile osservare che la definizione stessa di “lavoro famigliare” relega questo tema nella sfera privata, malgrado la sua enorme ed evidente valenza pubblica.

“Il privato è pubblico” è stato uno degli slogan più celebri del femminismo e ci sembra che mai come oggi debba essere ribadito. Rifondere nella Costituzione questo concetto vuole dire attribuire un nuovo significato al “lavoro” nella doppia declinazione di lavoro produttivo e lavoro riproduttivo. Quest’ultimo rappresenta un’enorme risorsa non retribuita a cui tutti e tutte siamo chiamati a contribuire: fatiche preziose nella gestione di risorse limitate, da creare, gestire e rimettere al mondo nell’arco delle vite dei singoli, dei popoli, della terra e dell’ambiente.

Il Coordinamento Donne di Francoforte si è fatto portavoce di questa istanza di cambiamento che parte dalla reinterpretazione del dettato costituzionale in relazione all’articolo 37. Partendo da questa considerazione, abbiamo pensato di promuovere una serie di incontri di lettura e scambio all’interno del progetto “Quante Storie!” nato durante la prima ondata della pandemia COVID19.

Il progetto si ispira in maniera ampia e autonoma al grande tema del lavoro e del contributo femminile e con una serie di appuntamenti in remoto – al fine di rispettare le norme igieniche e di distanziamento sociale – offre alle socie e ai soci, ma anche a chi dall’esterno desidera partecipare, l’occasione per affrontare i molteplici temi di crisi, intesa soprattutto nell’accezione etimologica di cambiamento e rottura (anche radicale) con l’approccio patriarcale al mondo.

Partendo da spunti relativi alla cronaca, alla politica e all’attualità sono state di volta in volta proposte e discusse alcune letture che hanno ispirato considerazioni e scambi arricchenti e posto le premesse per considerazioni originali e a volte sorprendenti.

Iniziando con “Casalinghitudine” di Clara Sereni e proseguendo con “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood, il gruppo animatore di “Quante Storie!” è determinato a proporre ogni volta uno scambio intelligente, inclusivo, schietto, vivace e popolare nel senso più moderno e fresco del termine.


Programma per il 2021

Giovedì, 8 aprile 2021:
EMMA “Bastava chiedere! 10 storie di femminismo quotidiano”,
Editori Laterza, febbraio 2020

Giovedì, 20 maggio 2021:
Cinzia Aruzza, Tithi Bhattacharya e Nancy Fraser  “Femminismo per il 99%: un manifesto”,
Tempi Nuovi Editore, marzo 2019

Giovedì 24 giugno 2021:
Francesco Pacifico: “Io e Clarissa Dalloway. Nuova educazione sentimentale per ragazzi”,
Marsilio Editori marzo 2020

Giovedì 23 settembre 2021:
Stefano Ciccone: “Essere maschi. Tra potere e libertà”,
Rosenberg & Seller 2020