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Il nuovo Consiglio Generale degli Italiani all’Estero

Il Coordinamento Donne di Francoforte esprime preoccupazione rispetto alle recenti elezioni del CGIE

In seguito alle elezioni per il rinnovo del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero – CGIE, il Coordinamento Donne di Francoforte esprime grave preoccupazione per la quasi assenza di donne nei nuovi consigli.
Sul totale dei 65 membri eletti solo sette sono donne e il CGIE tedesco, che vantava la presenza di ben tre donne su cinque consiglieri, è adesso composto di soli uomini.

In questi 50 anni di emigrazione italiana in Germania, sono state soprattutto le donne a portare avanti il difficile processo d’integrazione nella società tedesca. Non solo l’andamento ed inserimento scolastico dei figli, la costituzione di una rete di rapporti sociali in loco, la gestione dei servizi, il dialogo con le istituzioni, ma anche la riflessione politica e scientifica rispetto al processo di integrazione sono ambiti nei quali le donne italiane hanno svolto e continuano a svolgere un ruolo centrale, non paragonabile all’operato maschile. Tutto ciò a fronte di una comunità a maggioranza maschile (le donne sono il 41% degli italiani in Germania ) , che continua a vedere il lavoro femminile come supporto all’economia familiare e quindi a non investire più che tanto nella formazione scolastica e professionale delle ragazze, che invece meriterebbero di essere sostenute per le loro migliori prestazioni. A noi sembra che l’ottica dell’assistenzialismo e del sostegno alla famiglia, che ha contraddistinto finora l’azione delle istituzioni italiane che si sono occupate dell’emigrazione, debba essere spostata sulla qualificazione degli italiani all ‘estero per il raggiungimento di una loro autonomia e crescita culturale e civile. Di questo ci siamo occupate soprattutto noi donne, anche per la nostra maggiore presenza nella formazione come insegnanti e come utenti-madri.

Un consiglio composto di soli uomini non è adatto ad esprimere la realtà della comunità italiana in Germania.
Ancora meno pensiamo di poter essere rappresentate nelle esigenze, attività e proponimenti specificamente legati alla realtà delle donne italiane. Considerando infatti il rapporto tra donne e uomini nell’ambito del CGIE mondiale, prevediamo sia impossibile rilanciare la proposta di una commissione parità all’interno del CGIE e ancora più difficile portare avanti la proposta di legge – che attualmente giace- per la costituzione di un Osservatorio delle Donne italiane all’estero.

Come Coordinamento Donne avvieremo un dibattito rispetto alle cause che hanno portato ai risultati di queste elezioni, in cui non si è evidentemente capito- neanche le donne l’hanno capito – che le donne sono necessarie non per la rappresentanza numerica, ma per i nuovi contenuti che esse portano e che sono testimoniati dal loro inserimento negli organismi politici locali, dove occupano spazi spesso più degli uomini (a Francoforte due donne su tre consiglieri comunali italiani). Avere questi spazi anche negli organismi politici italiani diventa a questo punto uno degli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere attraverso le attività del nostro Coordinamento.

Per il Coordinamento Donne di Francoforte

Liana Novelli (Presidente), Paola Fabbri (Vice-presidente)